Manif, ma non “pour tous”

L’approvazione della legge “Toubirà” , emanata in Francia il 17 Marzo 2013, è stata la scintilla che ha fatto esplodere il movimento di “Manif puor tous”. Un collettivo nato nel 2012, a seguito di un incontro tra una trentina di associazioni di diverse estrazioni e condizionamenti, con lo scopo di difendere l’omosessualità, e di porre degli argini alle richieste di lobby LGBT (lesbian, gay, bisexual, transgender).

Un discorso tenuto da Jean Pier Delaume-Myard, esponente del movimento,  lo scorso Gennaio a Roma risulta simbolico per capire quali siano gli interessi che “Manif pour tous” rappresenta; l’affermazione chiave è “siamo omosessuali, non gay”, ed esprime chiaramente la necessità d’identificare l’orientamento sessuale non come una situazione speciale da porre sotto tutela ma come un dato quasi personale, non rilevante in ambito giuridico o relazionale in società. Questa richiesta di “normalità” si oppone alla più forte voce della lobby LGBT, la quale in Francia è inquadrata come il faro di rappresentanza di tutti i gay e che si mobilitò per l’approvazione della legge sui matrimoni e sulle adozioni gay. Questo è il punto di attrito maggiore tra le due “correnti di pensiero” che vede scontrarsi due concezioni diverse di famiglia, di ruolo delle figure genitoriali, e delle differenze uomo donna non risolvibili in una sola questione di “gender”.

Proprio l’approvazione della legge francese ha fatto nascere un altro collettivo, “Homovox”, il quale si muove nella stessa direttrice di “Manif pour tous”, e così di “Plus gay sans mariage”: no ai matrimoni gay, no alle adozioni gay. L’idea è che il matrimonio tra persone delle stesso sesso non possa essere messo alla pari di un’unione eterosessuale la quale forma la base per una famiglia in cui è insita l’idea della procreazione. Pretendere che un bambino nasca senza una delle due figure genitoriali è un espressione di egoismo e ancora, alimenta sempre più forme di omofobia. La Francia non viene infatti ritenuto un paese con una cultura predisposta a questi cambiamenti dati le forti reazioni omofobiche -e come definito dallo stesso movimento- “famigliofobiche”.

Questa idea per cui le associazioni si battono, anche in previsione del futuro disegno di legge sulla fecondazione  assistita per coppie omosessuali, trova numerosi sostenitori (come le manifestazioni dimostrano) ma non solo. Una testimonianza di Pablo Seban, tenutasi presso il parlamento francese prima dell’approvazione della legge sui matrimoni gay, ha spezzato una lancia a favore del riconoscimento dei diritti alla pari. Il giovane, cresciuto in una famiglia omogenitoriale con il supporto di due madri si è mostrato come “garante” della normalità, come il bambino educato da due figure dello stesso sesso. Il punto si cui si ribatte è il riconoscimento in un quadro legale come forma di tutela, un diritto eguale a quello del mondo eterosessuale che permetta di svolgere una vita normale. I figli, l’adozione, viene vista come la questione dietro la quale si nasconde un più ampio risentimento nei confronti degli omosessuali, che trova riparo in proiezioni di psicologia distorta.

Il sondaggio tenuto in Francia dopo l’approvazione della legge mostrava una contrarietà del 58% nei confronti della legge Toubirà; Le reazioni dei conservatori, anche durante le manifestazioni pacifiche di Manif pour tous, ha rilevato un alto tasso di disapprovazione nei confronti dei movimenti gay in senso ampio, non legati a specifiche rivendicazioni. I segni positivi però non mancano, provenienti anche dal mondo musulmano dove l’Imam Ludovic-Mohamed Zahed, dichiaratamente gay, si è unito in matrimonio con un altro uomo professando l’islamismo declinato agli omosessuali.

Quello dell’imam, è stato uno dei 7000 matrimoni omosessuali celebrato in Francia dell’ arco del 2013. Il numero che tende sempre più ad aumentare, rileva la necessità di una tanto agognata legislazione che tutelasse le coppie gay, ma d’altro canto non pone argine ai movimenti che vanno ad ingrossare le fila di Manif pour tous, come dimostra la stessa fondazione di Manif pour tous- Italia.

Di Costanza Maria Milisenna
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