Viaggio nel mondo delle cliniche – L’amore non basta

Dimenticate tutto quello che sapete riguardo a come si fa un bambino. Dimenticate le storie della cicogna, dell’amore, di Dio (o chi per lui) che sa perfettamente quanti figli avrà una coppia, né più né meno. Dimenticate le signore di mezza età che dicono che i figli arrivano quando uno meno se lo aspetta, quando si smette di cercarli. Dimenticate quelli che dicono che i figli si fanno da giovani, perché un passo del genere è meglio farlo con la mente incosciente dei vent’anni. Tutto questo, quando si parla di due adulti dello stesso sesso che si amano, va spazzato via.

L’omogenitorialità è un percorso lungo e complesso, quasi privo di un denominatore comune. Ogni coppia è diversa, ogni coppia ha una sua storia e l’unico filo conduttore che si può trovare sta nel fatto che la Natura non è sufficiente. A queste coppie non sarebbe permesso di esaudire il desiderio atavico di amare incondizionatamente un altro essere vivente. Si può dire che per le migliaia di coppie omosessuali l’amore non basta. Sebbene questo principio è applicabile a tutti gli omosessuali del mondo, in Italia questa affermazione si staglia con ancora più forza. Nel nostro Paese la legislazione che riguarda le tecniche di fecondazione artificiale e tutte le pratiche mediche correlate sono limitate ad un raggio d’azione minuscolo, impedendo di fatto a moltissime persone di poter avere dei figli, incluse tutte quelle coppie etero che non possono procreare per motivi di salute.

La sola speranza per chi vuole formarsi una famiglia è andare all’estero, alla ricerca di cliniche che si occupano di fertilità senza fare distinzioni di sorta. Per cercare di fare luce su questa realtà sommersa ho deciso di mettermi in contatto con cinque di queste strutture, con risultati interessanti.

Dalle quattro cliniche spagnole con cui sono riuscita a parlare, è emerso un quadro non privo di difficoltà per la coppia che vuole intraprendere questo percorso. Il primo limite è costituito dagli ingenti costi della fecondazione con donatore eterologo, sia esso femminile (l’ovocita) o maschile (liquido seminale). I preventivi in tal senso partono dai cinquemila euro. Se poi si tratta di una fecondazione con doppia donazione eterologa, maschile e femminile , i costi salgono facilmente a settemila euro. Bisogna ricordare però che questi prezzi si riferiscono ad una coppia omosessuale composta da due donne, che quindi hanno a propria disposizione un utero per portare a termine la gravidanza.

Altro limite è rappresentato dalla distanza: queste cliniche si trovano all’estero, per cui la coppia deve accollarsi il costo dei frequenti viaggi per le visite, i trattamenti vari, le consulenze, tutte pratiche che spesso richiedono un soggiorno più o meno lungo nelle vicinanze della struttura. Fingendomi una donna gay che cerca informazioni riguardo alla fecondazione eterologa ho chiamato i loro call-center per chiedere maggiori informazioni, e mi è stato risposto che era necessaria una visita informativa di persona presso il loro centro di Barcellona.

Per una coppia di uomini le cose si complicano ulteriormente, in quanto è necessario trovare sia l’ovulo che un utero in affitto che possa ospitare il bambino. Inutile dire che in questo caso i costi diventano stellari, intorno alle trentamila euro di base per tutto il trattamento, esclusi i viaggi e gli alloggi.

Le donatrici di ovuli sono ovviamente una parte fondamentale di questo processo ma reperire informazioni su di loro risulta molto più difficile. Le quattro cliniche spagnole hanno criteri molto simili per quanto riguarda la scelta della donatrice perfetta: deve essere perfettamente sana, dai 25 ai 35 anni di età. Ma non finisce qui, poiché molte cliniche si rifiutano di prendere in considerazione le candidate che non hanno la residenza in spagna, in quanto sarebbe loro difficile presentarsi a tutti i controlli necessari. Tali controlli sono molti e comprendono esami del sangue completi, profilo psicologico, analisi del cariotipo, test delle malattie veneree e delle malattie genetiche recessive. La signora italiana che risponde al call-centre afferma che si può stare tranquilli perché le stimolazioni non danno alcun effetto collaterale nocivo.

Solo in Ucraina le candidate donatrici, oltre che rispondere ai precedenti standard, devo essere sposate con figli, preferibilmente sani e belli come bambole di porcellana. In queste circostanze io sono totalmente inadeguata…
Questo piccolo spaccato fa capire che accedere a questo tipo di trattamenti è estremamente difficile, soprattutto di tipo economico. Di questi tempi chi può permettersi una tale spesa a fronte di statistiche e di una inesauribile speranza? Ben poche persone.

A volte, purtroppo, l’amore non basta.

Di Eleonora Libanori
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