Intervista a Giuseppina La Delfa

“In un’Europa che condivide tante leggi, tanti valori comuni, non è possibile che dei cittadini europei perdano dei diritti passando un confine”: tale è la situazione vissuta dalle famiglie omogenitoriali nel nostro Paese, sospese tra un’Italia che li ignora, lasciando incolmato un pesante vuoto normativo e un’Europa nella quale i “diritti arcobaleno” sono già riconosciuti. Ed ecco che quindi i loro figli diventano estranei e la famiglia cessa di esistere appena varcate le Alpi.

E’ questa una delle tematiche cruciali affrontate durante la conversazione con Giuseppina La Delfa che, oltre al ruolo di Presidente di Famiglie Arcobaleno, ricopre anche quello di madre di due bimbi avuti con la compagna con la quale si è recentemente sposata in Francia. L’associazione nasce nel marzo 2005 con appena 48 soci fondatori, mentre oggi conta 800 adulti e 300 bambini che costituiscono 300 famiglie LGBT. Il 75% sono donne e il 25% uomini, divisi tra il Nord (59%), il Centro (31%) e il Sud (8%) d’Italia e l’estero (2%).

Il loro intento è quello di garantire visibilità al fenomeno dell’omogenitorialità e creare occasioni di condivisione e confronto per coloro che hanno esperienze di vita simili. Infatti, solo manifestandosi apertamente, gli omogenitori possono far sì che le loro richieste e pretese in termini di diritti e tutele assumano rilevanza e dignità sociale; d’altronde “che diritti chiedono dei fantasmi”!

Di Vittoria Laurino e Simona Sannino
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