Recensioni: “Regina Bianca”

Dodici minuti possono sembrare pochi, ma quando ciò che abbiamo davanti è denso di significato e ci suscita un gran numero di emozioni, allora è sintomatico di un lavoro riuscito bene.

Chiara Rap, siciliana ma residente a Roma, ha ventisei anni ed ha studiato al DAMS. Sembra il curriculum di una studentessa come molte altre, ma lasciandosi trasportare dalla passione trasmessa dai suoi cortometraggi, appare chiaro che di ordinario c’è ben poco. “Regine Bianca” tratta di una ragazza, Andrea, con una relazione omosessuale e un figlio, e si basa sul rapporto difficile tra la sua indole forte ed orgogliosa e il duro carattere di sua nonna, una signora “all’antica”, ricoverata in ospedale.

Non inganni la presenza di una coppia omosessuale: in questo cortometraggio non c’è ombra di rivendicazioni, di diritti violati, di discriminazioni o di omofobia. Il tema centrale è la famiglia, alle prese con le liti e con i tradimenti in un contesto totalmente convenzionale.

I riconoscimenti non sono tardati ad arrivare, dal premio “Kalat Nissa Film Festival 2013”, al premio alla sceneggiatura “Tulipani di Seta Nera”, passando per le nominations in svariati Festival di tutto il mondo, da Copenaghen a Barcellona, da Toronto a Madrid.

“L’idea nasce dal mondo delle fan fiction” ci racconta la regista, riferendosi a quei siti internet dove ognuno può pubblicare i propri racconti, sia inventati sia modellati su una storia già esistente e cambiandone, ad esempio, una parte o un finale; “ ho voluto trovare un punto d’incontro tra la passione per la scrittura, quella per la regia, e la tematica dell’omosessualità che mi sta particolarmente a cuore”.

Chiara è uno spirito libero, si trasferisce tre mesi a Los Angeles senza conoscenze e senza sapere una parola di inglese, eppure ottiene ingaggi già dal primo giorno senza troppa gavetta. Un vero talento dunque, che esprime la sua creatività combattendo per una causa davvero nobile.

E se “Regina Bianca” riesce a trasmettere così tanto conflitto e sentimento in così poco tempo, non si può non sperare che il nome di Chiara possa apparire presto sui titoli di coda del mega-schermo.

Di Rebecca Mieli
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