Recensioni: Da “Modern Family” a “The New Normal”

La situation comedy è un genere d’intrattenimento televisivo nato inizialmente in ambito radiofonico negli anni ‘20 in America, e che ha avuto il suo massimo successo negli anni ‘90. Tale genere televisivo ha da sempre avuto il ruolo di portare alla luce la quotidianità, ma anche temi scottanti sotto una chiave comica. Sono passati diversi anni da quando le sit-com hanno cominciato a strizzare l’occhio alla tematica dell’omosessualità.

Erano gli anni ‘90 e un giovane avvocato gay  di New York andava a vivere  con la sua migliore amica dei tempi del college. Era l’inizio di Will e Grace, una delle sit-com più seguite e premiate degli ultimi tempi ed una delle prime ad affrontare la tematica dell’omosessualità sotto una luce comica e scanzonata.

Nel corso degli ultimi anni, molti altri tabù sono stati sdoganati dalle sit-com e dalle serie tv americane, fino ad arrivare alla questione più controversa di tutte: quella dell’omogenitorialità. La più famosa in questo ambito è sicuramente Modern Family, che affronta il tema sempre più attuale della famiglia allargata in tutti i sensi.
Le vicende, infatti, ruotano attorno ad un nucleo familiare molto particolare, in cui spicca la coppia gay formata da Mitchell e Cam, con la piccola Lily, adottata durante un viaggio in Vietnam.

La serie, creata da Christopher Lloyd e Steven Levitan, ha riscosso un enorme successo ed ha ricevuto ben  18 Emmy Awards ed un Golden Globe . Il motivo di tale successo risiede in un mix di scorrettezza e sensibilità, particolarmente evidente quando si tratta la tematica gay parenting. Inoltre, ciò che rende “Modern Family” una serie così attuale e piacevole è il fatto che gli strampalati protagonisti, seppur portati agli estremi, assumono spesso dei comportamenti in cui tutti noi possiamo riconoscerci, e questo vale anche e soprattutto per la famiglia omogenitoriale.

Gli autori della serie non mancano di sottolineare le contraddizioni che esistono all’interno di questo nucleo familiare, come quando i due genitori gay si trovano a confronto con un’altra famiglia particolare, composta però da due madri lesbiche. In quel caso, vengono fuori i pregiudizi dei due protagonisti nei confronti della coppia di mamme, che ritengono essere troppo diversa da loro e non riescono così a trovare alcun punto in comune. La puntata 4×02 è una serie esilarante di battibecchi tra le due famiglie. Alla  fine saranno proprio i bambini, con la loro innocenza, a far capire ai genitori che invece di attaccarsi alle proprie differenze dovrebbero ricordare l’unica cosa che hanno in comune, ovvero il benessere dei propri figli.

L’intero spirito della serie tv, può comunque essere riassunto dalla frase che Jay recita alla fine della prima puntata della prima stagione: “Veniamo da mondi diversi, eppure stiamo bene insieme. E’ l’amore che ci unisce.”

Per quel che riguarda invece la “struttura” della serie e le tecniche utilizzate per narrare le vicende dei protagonisti, gli autori utilizzano quella del “falso documentario”. Si tratta di un espediente molto efficace che consiste nell’alternare scene in cui si vedono i personaggi intenti nelle loro vicende quotidiane e scene in cui gli stessi personaggi spiegano allo spettatore le ragioni e i retroscena dietro i loro comportamenti e le loro decisioni. Spesso questi piccoli sketch rappresentano i momenti più comici dell’intera puntata. I dialoghi brillanti e paradossali completano questa cornice e rendono “Modern Family” un piccolo gioiello della televisione americana.

L’exploit di “Modern Family” ha dato il via a nuove serie tv che cercano di emulare il suo successo, come ad esempio “The New Normal“, andata in onda in America dal  10 settembre 2012 e trasmessa in Italia su Fox dal 5 marzo 2013. Questa serie tv è totalmente incentrata sulla coppia gay di Beverly Hills composta da David e Bryan che, dopo anni di felice convivenza, vogliono  intraprendere il cammino per diventare genitori.

The New Normal A differenza di Mitch e Cam di “Modern Family”, David e Bryan scelgono di avere un figlio con la tecnica della procreazione assistita, e trovano nella giovane madre single Goldie la persona perfetta per realizzare il loro sogno. Goldie infatti si presterà a fare da madre surrogata e diventerà fin da subito un membro di questa strana famiglia. Un ultimo personaggio rilevante di “The New Normal” è Jane, la nonna burbera e conservatrice di Goldie, che pur osteggiando inizialmente la decisione della nipote, diventa alla fine una sorta di capofamiglia.

Nonostante sia una serie sicuramente piacevole e ben realizzata, “The New normal” non riesce a raggiungere lo stesso impatto emotivo di Modern Family, probabilmente anche per limiti di “forma” più che di contenuto. L’argomento dell’omogenitorialità, infatti, in questo caso viene trattato forse in maniera troppo prevedibile, e i dialoghi e le situazioni mancano del brio che troviamo in Modern Family.

Una serie dal tenore completamente diverso ma sempre incentrata sulle famiglie omosessuali è “The Fosters. Anche in questo caso parliamo di una famiglia non convenzionale, in cui due donne lesbiche, Lena e Stef crescono due gemelli adottati e il figlio biologico di Stef, avuto da una precedente relazione.  A sconvolgere questo già delicato equilibrio arriva la turbolenta Callie, che la coppia decide di prendere in affidamento. La serie tv, a differenza delle altre due, tratta il tema della famiglia omosessuale in chiave drammatica, mettendo in evidenza le piccole gioie quotidiane ma anche le difficoltà e le incomprensioni che devono affrontare.

Infine, è sicuramente degna di nota la serie “The L word, trasmessa in America sul canale Showtime dal 18 gennaio 2004 al 10 marzo 2008, e in Italia su La 7. Quest’ultima è una delle prime serie tv ad aver esplorato l’omosessualità femminile, sdoganando numerosi luoghi comuni. Tra le donne protagoniste abbiamo anche una coppia alla ricerca di un figlio.

In conclusione, le diverse serie di cui ho parlato, pur essendo diverse tra loro, hanno un’unica cosa in comune: la volontà di far avvicinare il grande pubblico ad un tema così controverso come quello dell’omogenitorialità. Il pubblico si è dimostrato abbastanza aperto in questo senso, in particolare nel caso di “Modern Family”, dimostrando di apprezzare  il rilievo mediatico che le famiglie omosessuali stanno cominciando ad avere. Ovviamente c’è stato anche ampio spazio per le critiche oltre a casi di vere e proprie proteste, come quando la Disney Channel ha trasmesso una puntata di “Buona fortuna Charlie in cui c’erano due mamme lesbiche. In quel caso la Disney Channel è stata sommersa da lettere di protesta di famiglie scandalizzate e preoccupate per quello che i propri figli avrebbero potuto pensare. Tuttavia, la puntata non è stata censurata. Il fatto che su un canale essenzialmente dedicato ai bambini si stiano cominciando a rompere certi tabù è sicuramente un dato positivo, un piccolo segnale da cui si evince che forse le cose stanno cambiando.

Dunque è possibile fare informazione attraverso le serie televisive? A mio parere la risposta è sicuramente positiva, perché queste costituiscono un genere estremamente accattivante che permette di informare, intrattenere e far riflettere allo stesso tempo.

Di Francesca Rossi
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