Recensione: “Il lupo in calzoncini corti”

È facile essere genitori? Sì? No? Forse.
Certamente, esserlo comporta molti sacrifici ma diventarlo a volte,risulta ancora più difficile specialmente nel caso di due omogenitori, anche complicato dalla lentezza della burocrazia italiana.

Il documentario “Il lupo in calzoncini corti”, di Nadia Dalle Vedove e Lucia Stano, disponibile su Rai.tv, affronta appunto la tematica dell’omogenitorialità; realtà importante, difficile quanto controversa, di cui oggi in Italia si parla poco e male a causa della carente regolamentazione legislativa e dei numerosi pregiudizi.

Le storie scelte da Nadia Dalle Vedove e Lucia Strano raccontano le difficoltà che due coppie omosessuali devono affrontare nel ruolo di genitori per la prima coppia, e nel ruolo di “quasi genitori” per la seconda.

La prima, una famiglia già formata, tre figli e due madri, Elena e Giuliana, che, con un viaggio negli Stati Uniti, sanciscono la loro unione in matrimonio per tornare in Italia e poterla solamente festeggiare con i parenti, nonostante tutto, nonostante tutti. Stupisce la semplicità e la consapevolezza quasi “adulta” con cui i bambini, figli di questa unione, affrontano il delicato tema, testimoniando che in fondo, non sono poi così diversi da tutti gli altri. Stupisce inoltre la grande forza d’animo di due madri che non si arrendono di fronte a nulla e che superano barriere mentali e burocratiche per raggiungere quella “normalità” a lungo cercata.

Il percorso di speranza, illusioni ed infine gioia della seconda coppia di omogenitori, è descritto passo dopo passo nelle difficoltà quotidiane, nel dolore per i tentativi andati a vuoto e nella condivisione di un sentimento forte che li ha portati ad una scelta così importante. La narrazione del percorso intrapreso in Canada che li porterà a diventare padri, serve forse a smuovere le coscienze ed a raccontare gli ostacoli oltre che culturali ed economici, anche di natura emotiva che due persone dello stesso sesso sono costrette ad affrontare per diventare genitori.

Due coppie quindi, alla disperata ricerca di una “normalità” che in Italia tanto normale ancora non è.

Il documentario senza dubbio, mostra uno Stato assente ed impassibile di fronte alle statistiche che indicano l’omogenitorialità come una realtà in continua crescita.

Un tema delicato e difficile da trattare, che offre innumerevoli spunti di discussione, come quello del Prof. Francesco Bilotta*, che nel suo saggio “Omogenitorialità, adozione e affidamento famigliare” (leggi la recensione) descrive ormai come “la rilevanza pubblica della famiglia induce nel nostro sistema una regressione verso il modello della famiglia-istituzione a scapito del modello famiglia-comunità.”

*Università degli Studi di Udine (Sede di Pordenone) – Facoltà di Economia

Di Costanza Morini
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